Attività di alta squadriglia – Uscita invernale

Alta squadriglia 2017Continuano le attività di reparto, con l’alta squadriglia  impegnata in un’uscita a Santi Angeli del Montello in occasione delle feste invernali. Varie le attività di alta squadriglia che hanno coinvolto i nostri ragazzi e ragazze del quarto e quinto anno che sono tornati a casa felici e soddisfatti dell’esperienza.

Alla partenza di giovedì 29 dicembre l’alta squadriglia era quasi al completo, quello che i ragazzi ancora non sapevano era che le loro attività non sarebbe iniziate da subito a Santi Angeli; per raggiungere la meta li attendeva una camminata di circa un’ora e mezza attraverso i boschi del montello. Il compito del gruppo durante la camminata era anche quello di scambiarsi informazioni l’un l’altro, per conoscersi un po’ di più ed entrare da subito in confidenza. Oggetto talismano un sasso che sarebbe passato di mano in mano fra i ragazzi dell’alta squadriglia. Ad ogni informazione passata questo sasso avrebbe dovuto cambiare di proprietario per arrivare alla fine ad avere un sasso “levigato dai racconti”.

Arrivati a Santi Angeli l’alta squadriglia ha trovato ad attenderli un pandoro appena aperto ed il gioco calcio senza palla. Ebbene sì, ci eravamo dimenticati di portare una palla quindi l’unico modo di giocare a calcio era il seguente:

* Regole di calcio senza palla
Due squadre si affrontano su un campo rettangolare circa 20 m per 10 m, con due porte alle estremità (è sufficiente indicarle con due pali). Scopo del gioco è portare il proprio giocatore con la palla a fare meta al di là della propria linea di porta posta all’estremità opposta al proprio senso di corsa. La palla ce l’ha un giocatore che tiene un braccio alzato, correndo questi dovrà riuscire ad entrare in porta e a fare meta. Per riuscire nel compito il giocatore potrà scegliere anche di passare la “palla” chiamando il nome di un compagno di squadra che sta alle sue spalle. Una volta pronunciato il nome abbasserà il braccio, la “palla” sarà in possesso del suo compagno di squadra appena chiamato e questi dovrà alzare il suo braccio e correre verso la linea di meta. La squadra avversaria potrà interrompere l’azione toccando il giocatore con la palla (quello con il braccio alzato). Chi effettua il tocco si appropria della palla e dopo aver alzato il braccio cercherà di fare meta entrando nella propria porta. Così il gioco prosegue fino al fischio finale dell’arbitro. L’arbitro avrà anche il compito di risolvere le situazioni di incomprensione sul possesso palla. 

Alta squadriglia a pranzoIl gioco era solo una piccola parte delle attività di alta squadriglia che ci attendevano, al termine del pranzo continuava infatti il VIAGGIO disegnato per i ragazzi per i due giorni da trascorrere assieme. Scoprire tutti i significati e le sfacettature del viaggio sarebbe stato il tema dell’uscita. Dopo la camminata mattutina “il viaggio per esplorare” nel pomeriggio era il turno del “viaggio per conoscersi“, del “viaggio per stupire/stupirsi” e del “viaggio per superare le apparenze“. Aiutati dalle parole e dai fatti raccontati nel libro del piccolo principe abbiamo giocato con le seguenti attività.

Viaggio per conoscersi

Seduti a tavola in cerchio ognuno doveva scrivere su un post-it una caratteristica della persona che gli stava alla destra. Il post-it veniva quindi attaccato in fronte al vicino che dopo una serie di domande a risposta si/no doveva scoprire cosa gli era stato scritto. Una seconda manche è stata fatta con i personaggi storici famosi con risate a non finire.

Viaggio per stupire/stupirci

Il gioco consisteva nell’andare in giro per il paese a squadre e fare delle foto su degli hashtag dati. Le squadre dovevano scegliere i migliori scatti per ogni tema proposto (es #love, #nature, #moon, #scout, ecc..) e la giuria dei capi avrebbe decretato il vincitore.

Viaggio per superare le apparenze

Prendendo spunto dal disegno del piccolo principe dell’elefante mangiato dal boa, le squadre dovevano giocare a pictionary. A turno ogni componente era impegnato a far indovinare ai propri compagni di squadra una parola, semplicemente disegnandola, il tutto in soli 20 secondi.

 

 

Dopo la cena è stato il turno del “viaggio per imparare tradizioni usi e costumi“. Il gioco fatto era una sorta di caccia al tesoro per la conquista di quanti più pianeti nel minor tempo possibile.

Viaggio per imparare tradizioni usi e costumi

Nel cortile circostante l’oratorio che ci ospitava, erano stati nascosti 32 biglietti, distribuiti in 8 luoghi precisi (coordinate stellari) a gruppi di quattro. In questo modo ogni luogo ospitava biglietti che una volta ricomposti rappresentavano un pianeta. Le due squadre, equamente divise, avevano il compito di raggiungere la coordinata stellare detta dai capi (una coordinata alla volta diversa per ognuna dell due squadre) trovare i 4 biglietti raffiguranti il pianeta di riferimento e una volta ricomposto passare alla registrazione del pianeta stesso. Per poter registrare il pianeta si doveva però dimostrare di aver appreso i suoi usi tradizioni e costumi superando delle piccole prove. Una consisteva nell’eseguire una serie di esercizi di coordinazione, una nell’imparare a memoria una frase nella lingua del pianeta dove si era capitati per poi recitarla giusta, una nell’assaggiare e consumare una bevanda intruglio misteriosa a base di the e sale, una nell’indossare tutti i maglioni della squadra e passarseli da un componente all’altro.

La serata è poi proseguita fino all’una di note con giochi da tavolo e un’entusiasmante partita di Risiko

Le attività dell’alta squadriglia per il secondo giorno sono iniziate in tarda mattina con un particolare momento di preghiera e la lettura di tre testimonianze di diverse esperienze di viaggio. Questo momento è servito per lanciare un’attività di brainstorming che avrebbe dovuto raccogliere tutte gli argomenti che la parola viaggio aveva suscitato nei ragazzi nei due giorni trascorsi. Da questi avrebbero dovuto tirare fuori degli obiettivi che sarebbero stati la base per ideare l’impresa di alta squadriglia che sarà …sorpresa!

Origami timeLa mattinata non era ancora finita, era ora il turno di un po’ di attività manuale e la creazione di due origami, una busta e una scatolina. Dai ritagli di carta se ne ricavavano inoltre 12 biglietti che sarebbero serviti per un ulteriore momento di confronto e condivisione. In undici biglietti si andavano scrivere dei commenti positivi e delle cose che si apprezzavano negli 11 compagni di viaggio, il biglietto rimanente sarebbe servito per scrivere una cosa di sè in cui si è carenti o che non ci piace e in cui si vuole migliorare. La scatola avrebbe raccolto i biglietti dei compagni, nella busta andava a finire il biglietto personale. Le cose scritte in questo biglietto si sarebbero condivise nel pomeriggio per cercare tutti assieme e con l’aiuto dei capi a trovare un modo concreto (con degli impegni per le attività o dei ruoli in squadriglia) per superare queste nostre mancanze.

Pizza al BarbabluLa condivisione impegnò gran parte del pomeriggio – anche se maggior tempo fu dedicato a ulteriori partite di carte e Risiko. La serata volgeva al termine ma un ultimo appuntamento attendeva i ragazzi dell’alta squadriglia, ovvero una pizza al Barbablù. Al ritorno a Istrana per noi furono aperte le porte della pizzeria e riuscimmo a gustare una cena di classe e concludere così la nostra uscita di alta squadriglia.

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