La differenza tra dono e regalo

L’altra sera mentre provavo a cercare una preghiera o una storia in tema con la nostra attività, mi sono messo a pensare un pochino, perché volevo trovare qualcosa che riportasse l’attenzione sul significato di regalo e di dono.

Sono due termini che in qualche modo si assomigliano ma che secondo me non indicano la stessa cosa, o per lo meno a me sembra così. Ho iniziato a chiedermi quale sia la differenza tra dono e regalo…

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Ho voluto fare una prova e ho interrogato mio figlio. Lui mi ha dato la sua risposta motivando quella che secondo lui è la differenza. Bene, non che lui sia in possesso della verità ma ho pensato, probabilmente se anche un bambino di sette anni nella sua semplicità sente che fra le due cose c’è qualcosa di diverso, forse qualcosa non è sbagliato pensarla così.

La questione ancora non mi era chiara, ho provato a dare un’occhiata al vocabolario, ma lì niente che mi soddisfacesse. Forse la differenza non è a livello semantico, forse è qualcosa che va oltre i termini. Sono allora andato in cerca di una vecchia agenda dove ero sicuro di essermi appuntato qualcosa: Dicembre 1993, ecco, qui già c’era qualcosa di più utile.

“Il dono è gratuito e trae la sua origine dall’amore, vive nell’incontro tra le persone. Il regalo è chiuso, fine a se stesso, spesso legato esclusivamente ad una scadenza. Il dono apre è fecondo e produce altri doni. Gesù è dono, non regalo! In quest’ottica, anche un simbolo materiale se caricato di significati particolari che legano ad una persona diventa dono”.

Già meglio ho pensato, ma roba da mettersi le mani sui capelli, come riuscire a spiegarlo in maniera semplice ai bambini? Forse loro hanno meno sovrastrutture di noi e forse loro già lo sanno. Non ero ancora pienamente soddisfatto e allora ho provato a ricercare un po’ in internet, dopo un bel po’ ho trovato  una riflessione da cui ho stralciato alcune parti…

Lo scambio di regali è una usanza che appartiene da lungo tempo alle nostre società, ma il nostro vivere sociale spesso ha trasformato un elemento di coesione tra individui in un semplice esercizio di consumo.

Il significato che è alla base del donare è un dare senza ricevere nulla in cambio.  Tuttavia il nostro ambiente sociale mette in risalto spesso solo l’aspetto consumistico del regalo, l’acquisto.

Nella vita quotidiana il dono è quasi sempre associato ad una occasione, un evento particolare. Il regalo così diventa come un rito , un qualcosa da ripetere più per dovere che per iniziativa personale. Ecco che accade di ridursi “all’ultimo momento” e di non sapere cosa regalare, perché il tutto non nasce da un sentimento individuale. Più che il desiderio di donare qualcosa a qualcuno permane semmai il sentimento verso il rito, verso la tradizione.
Nei fatti spesso purtroppo accade che il dono natalizio non nasca dall’esigenza di esprimere una forma di affetto destinata all’altro, a chi ci circonda, ma da un sentimento che ha origine nella festa stessa, che è di tutti coloro che condividono il nostro ambiente culturale.
Ma il senso del dono va al di là dell’occasione, è prima di tutto un elemento di relazione fra individui, un modo per sentirsi più uniti, un modo per suggellare il proprio affetto o dimostrare la propria stima verso l’altro. E’ un mezzo di comunicazione , e può essere usato laddove con altri mezzi si è poco capaci o preparati: è un gesto che può sostituire le parole e può davvero aiutare a colmare alcune incomunicabilità, purché venga fatto nel modo giusto.
E’ questo un aspetto fondamentale del donare: il dono deve avere cura del destinatario. Presupposto fondamentale per questo è che, in principio, venga focalizzata l’attenzione sulle persone (e non sull’oggetto da acquistare). Innanzitutto bisogna sapere cosa è gradito al destinatario, e quindi richiamare alla memoria la nostra conoscenza di quella persona, come la valutiamo, cosa abbiamo in comune e cosa non condividiamo, cosa egli vorrebbe. Ma dobbiamo anche riflettere su di noi, e in particolare su cosa vogliamo comunicare con quel dono: si tratta di stima? Amicizia? Amore? Interesse?
Quindi donare è anche un modo per conoscersi e per riconoscersi , è un momento di introspezione e allo stesso tempo di indagine verso qualcun altro.
Questa riflessione è un invito a riconsiderare alcuni gesti che spesso rientrano in una sorta di automatismo, ma che nascondono un valore profondo.
Va bene, ho pensato, adesso ho le idee un po’ più chiare. É evidente che la prima parte della riflessione è decisamente troppo complessa ed è più adatta come riflessione per noi adulti, ma per me, per quello che vorrei comunicare ai bambini è la parte finale il nocciolo della questione:
Il significato che è alla base del donare è un dare senza aspettare nulla in cambio. Il dono deve avere cura del destinatario. Presupposto fondamentale per questo è che, in principio, venga focalizzata l’attenzione sulle persone.  Il dono è gratuito e trae la sua origine dall’amore, vive nell’incontro tra le persone.

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